NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI LUGLIO 2015

NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI LUGLIO 2015

  • Posted by Studio Massarotto e Associati
  • On 3 luglio 2015

Diritto del Lavoro

Licenziamento per giusta causa – espressioni volgari (Corte di Cassazione, Sent. n. 5878 del 24 marzo 2015)

Non è sorretto da giusta causa il licenziamento intimato dal datore di lavoro al lavoratore ritenuto responsabile, nell’ambito della prestazione di lavoro, di aver usato, nell’ambito lavorativo, espressioni volgari riferendosi ad alcuni documenti di lavoro. Lo ha stabilito la Suprema Corte, affermando che la condotta del lavoratore, per quanto disdicevole e non commendevole, non configura gli estremi dell’insubordinazione, né è idonea a ledere concretamente l’immagine della società e dei suoi organi e, pertanto, non è tale da giustificare la sanzione espulsiva.

Diritto Civile

Autovelox – obbligo taratura periodica (Corte Costituzionale – Sentenza 113/2015)

Obbligo di taratura periodica per gli Autovelox. La Corte costituzionale, con la sentenza 113/2015 ha, infatti, stabilito l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45, comma 6, del Nuovo codice della strada (D.lgs. n. 285/1992), secondo cui non era previsto specificatamente che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità fossero sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.

Diritto penale

Concordato e confisca (Corte di Cassazione Sentenza 27 maggio 2015 n. 22127)

Quando l’azienda in crisi chieda e ottenga l’ammissione al concordato preventivo non è possibile chiedere il sequestro per la confisca per equivalente in relazione ai debiti tributari a carico dell’impresa.

La Cassazione ‘apre’ alla non punibilità per la tenuità reati (anche tributari) (Corte di Cassazione – Ordinanza 20 maggio 2015 n. 21014)

La Cassazione da il via libera all’applicazione della ‘depenalizzazione’ dei reati tributari non gravi, dopo l’entrata in vigore lo scorso 16 marzo della legge sulla non punibilità dei fatti di particolare tenuità. Non è da escludere che gli stessi supremi giudici decidano di poter applicare il beneficio valutando direttamente, senza rinvio, i ricorsi pendenti per questi crimini economici.

Italian Patent Box

La legge di stabilità 2015 ha introdotto un regime opzionale di detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzazione di brevetti, marchi, design e know-how. (si veda Focus del mese a pag. 3)

Diritto Civile – responsabilita’ della banca

Bonds Grecia: risarcimento della banca al piccolo investitore (Tribunale di Prato, 27 maggio 2015, n. 770)

Se la banca non informa il cliente del rischio cui va incontro acquistando dei titoli di Stato particolarmente a rischio, per via della congiuntura economica, ha una responsabilità per inadempimento contrattuale che riguarda tanto la fase precontrattuale (poiché l’investitore “non abituale” e, quindi, inesperto, non viene informato), tanto quella contrattuale (poiché il cliente non viene avvisato della situazione che si sta ormai verificando). Pertanto, sarà tenuta a risarcire tutta la perdita del denaro che il piccolo investitore ha subìto in pochi mesi.

            Norme anticorruzione e falso in bilancio

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale 30 maggio 2015, n. 124 la Legge 27 maggio 2015 n. 69 recante “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio” . 

Falso in bilancio

Il falso in bilancio è tornato a costituire reato con una pena che per le società quotate in borsa varia da un minimo di 3 a un massimo di 8 anni di reclusione, mentre per quelle non quotate scende da 1 a 5 anni.

Via la norma della discordia sulla soglia di non punibilità e multe più salate per l’ipotesi delittuosa (da 200 a 400 per le non quotate e da 400 a 600 per le altre), anche in caso di lieve entità del fatto (da 100 a 200 per le non quotate).

Inasprimento delle pene per i reati di corruzione

Pene più severe per chi commette reati di corruzione, con un minimo di 6 e un massimo di 10 anni di reclusione per la corruzione propria, commessa dai pubblici ufficiali e da 6 a 10 anni e mezzo per l’induzione.

Da 6 a 12 anni invece la pena per la corruzione in atti giudiziari.

In sostanza, due anni in più sia nel massimo che nel minimo.

Divieto di contrarre

Chiunque è condannato per un reato di corruzione, inoltre, andrà incontro ad un divieto di contrarre con la P.A. per 5 anni.

Patteggiamento solo se si restituisce il profitto del reato

Il patteggiamento, nell’ipotesi di corruzione per l’esercizio della funzione, induzione, indebita concussione e peculato, sarà possibile soltanto a condizione che venga restituito il prezzo o il profitto del reato.

Pene più severe per il 416 bis

Mafiosi e boss vedranno salire la pena da 12 a 18 anni di reclusione (in luogo degli attuali 9-14).

Ma non solo i “capi”, anche chiunque fa parte di un’associazione di stampo mafioso vedrà l’applicazione di pene più severe: dai 10 ai 15 anni al posto dei 7-12 anni attuali. Previste anche aggravanti se l’associazione è armata: in tal caso gli adepti rischieranno dai 12 ai 20 anni mentre i capi dai 15 ai 26.

Informativa all’Anac

Vengono conferiti maggiori poteri di controllo all’Anac, grazie all’introduzione dell’obbligo, per il pubblico ministero che procede per reati di corruzione, concussione, nonché di turbata libertà d’asta e traffico di influenze, di tenere informato il presidente dell’Autorità Anticorruzione.

Focus del Mese

Nella serie di interventi a sostegno della crescita, il Governo ha incluso anche l’introduzione di un “Italian patent box“. E lo ha fatto adottando un sistema fiscale agevolato sui proventi derivanti dallo sfruttamento di brevetti e di altri titoli di proprietà intellettuale, quali marchi e disegni. Tale scelta è stata dettata dal fatto di agevolare non solo i settori industriali ad alto contenuto tecnologico, ma anche settori come moda, agroalimentare e design, in cui l’Italia è leader indiscusso, a fronte della fuga di grandi gruppi italiani come FIAT e GTech (ex Lottomatica) e di grandi centri di ricerca farmaceutici (GSK) in quei paesi europei dove il “patent box” è già attivo.

Italian patent box: in che cosa consiste

Il patent box prevede, già a partire dall’esercizio 2015:

una detassazione parziale ai fini IRES e IRAP del reddito derivante dall’utilizzo di beni immateriali;

una detassazione totale ai fini IRES e IRAP delle plusvalenze derivanti dalla cessione degli beni immateriali in caso di reinvestimento di almeno il 90% del corrispettivo nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali.

La detassazione parziale è prevista nella misura:

del 30% nel 2015, 

del 40% nel 2016, 

fino ad arrivare al valore di regime del 50% nel 2017.

Per beni immateriali si intendono brevetti, marchi, disegni e modelli, opere dell’ingegno, nonché processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Ne possono beneficiare tutti i soggetti titolari di reddito di impresa (società, imprenditori individuali, stabili organizzazioni di soggetti esteri residenti in Paesi in cui sono in vigore accordi contro la doppia imposizione e scambio effettivo di informazioni) che svolgano attività di ricerca e sviluppo mediante un’opzione irrevocabile della durata di 5 anni con possibilità di rinnovo.

   Finanziamenti

Il MISE ha predisposto un piano di finanziamento da 19 milioni di euro per le PMI che guardano all’estero.

Infatti, se fino a qualche anno fa il mercato interno era sufficiente per saturare l’offerta aziendale, oggi le PMI devono intercettare la domanda dei mercati esteri, spesso emergenti, dotati di una spinta propulsiva che nulla ha a che vedere con la situazione nazionale talvolta immobile. Spesso però, le piccole e medie imprese non dispongono delle risorse necessarie a pianificare il processo di internazionalizzazione, che rappresenta certamente uno dei modi più efficaci per ricominciare a fare profitti interessanti. 

Il voucher servirà a finanziare l’inserimento in azienda di un temporary export manager capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.

Soggetti beneficiari:

Potranno accedere ai contributi:

– le micro, piccole e medie imprese costituite in forma di società di capitali o cooperative;

– le reti di imprese di cui all’art. 3, comma 4-quater, del DL 5/2009.

Requisiti di ammissibilità:

– avere realizzato un fatturato non inferiore a 500.000 euro in almeno uno degli ultimi 3 esercizi approvati. Nel caso di reti di imprese, avere – in via di cumulo tra gli operatori che compongono la rete – un fatturato non inferiore a 500.000 euro in almeno uno degli ultimi 3 esercizi approvati. La soglia minima di fatturato non si applica alle start-up innovative, come definite dall’art. 25 del DL 179/2012, che siano iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese;

– risultare iscritte al registro della CCIAA territorialmente competente delle imprese in stato di attività;

non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;

non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’art. 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013 e rispettare, in generale, le condizioni previste dal suddetto Regolamento;

– non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. 231/2001.

Interventi agevolabili:

I voucher serviranno a finanziare l’inserimento in azienda di un temporary export manager per almeno 6 mesi.

A ciascuna impresa beneficiaria potrà essere riconosciuto un voucher pari a 10.000 euro.

Tra il beneficiario del voucher e il professionista specializzato nei processi di internazionalizzazione non dovrà sussistere conflitto di interesse.